mercoledì 1 settembre 2010

L’assessore Fiorillo esalta la decisione dell’Unesco di inserire la dieta mediterranea nel patrimonio dell’Umanità: «Traguardo straordinario»

«È la gemma più lucente che arricchisce il tesoro rappresentato dalle eccellenze agroalimentari vibonesi».
Così l’assessore provinciale all’Agricoltura, Nazzareno Fiorillo (foto), ha commentato la presa di posizione dell’Unesco che ha deciso di inserire la dieta mediterranea nel patrimonio immateriale dell’Umanità. L’organismo delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, infatti, ha riconosciuto recentemente il valore universale della dieta mediterranea, promuovendo la sua annoverazione tra “i capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’Umanità”, cioè espressioni della cultura mondiale inserite in un apposito elenco per sottolinearne l’importanza nella storia dell’uomo.

La decisione porta indirettamente alla ribalta internazionale anche Nicotera, considerata la patria della dieta mediterranea, che qui è stata studiata e codificata la prima volta negli Anni ’50 da un team di ricercatori internazionali guidati dal medico americano Ancel Keys.
«Il via libera al riconoscimento ufficiale, che si concretizzerà a novembre, quando il comitato esecutivo dell’Unesco di riunirà a Nairobi, in Kenya, è motivo di grande orgoglio per l’intera provincia vibonese e per il comparto agroalimentare locale - ha affermato Fiorillo -. Il merito va innanzitutto a tutti coloro che si sono prodigati per raggiungere questo straordinario risultato, con particolare riguardo all’attività svolta dall’Osservatorio provinciale per la promozione, lo studio e la divulgazione della dieta mediterranea, che ha sede proprio a
Nicotera. In vista della formalizzazione della decisione dell’Unesco, la Provincia farà la sua parte, promuovendo diverse iniziative che possano valorizzare ulteriormente il raggiungimento di questo ambito traguardo, proponendo approfondimenti scientifici e culturali su questo modello nutrizionale, basato principalmente sul consumo giornaliero di pane, frutta, verdura, erbe aromatiche, cereali, olio d’oliva, pesce e vino».
Tra le tappe di avvicinamento all’inserimento ufficiale del regime alimentare mediterraneo nel patrimonio immateriale dell’Umanità, l’assessore ha annunciato la partecipazione al Salone del gusto, organizzato da Slow Food, che si terrà dal 21 al 25 ottobre a Torino.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal responsabile dell’Osservatorio, Pasquale Barbalace e dal professore Antonino De Lorenzo, direttore del Centro obesità dell’ospedale di Nicotera. Entrambi hanno sottolineato la rilevanza mondiale del riconoscimento, «che servirà a indirizzare le linee alimentari e nutrizionali della società contemporanea verso un senso salutistico».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Antonio Corso, medico e componente dell’Osservatorio di Nicotera, che ha rimarcato l’importanza della dieta mediterranea nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, rivendicando il lavoro svolto a suo tempo dall’Amministrazione comunale (di cui faceva parte in qualità di consigliere) per il raggiungimento di questo obiettivo.
edg

lunedì 30 agosto 2010

Nuovo ospedale, De Nisi definisce gravissimo lo stop del Governo e denuncia le contraddizioni politiche di Scopelliti e Spaziante

«Il Governo e il suo commissario ad acta hanno le idee chiare su come risolvere la questione sanità in Calabria: niente ospedali, nessun problema».
È un sarcasmo amaro quello del presidente della Provincia di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, che stigmatizza con sconcerto la decisione di Palazzo Chigi di bloccare le procedure per la costruzione dei nuovi ospedali calabresi. Tra questi, anche quello di Vibo Valentia, progettato e atteso ormai da più di un decennio.

«Secondo quanto riferisce un quotidiano calabrese, l’alto funzionario della Protezione civile, Vincenzo Spaziante, è uscito allo scoperto svelando le vere intenzioni del Governo - spiega De Nisi -. La decisione di Palazzo Chigi sarebbe contenuta nel decreto con cui il 30 luglio scorso ha nominato il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, commissario ad acta per l’attuazione al piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario della Regione Calabria. Ebbene, rivela oggi Spaziante, in quel provvedimento è previsto anche lo stop alla costruzione dei nuovi ospedali. Una presa di posizione gravissima, che pregiudica le legittime aspettative dei cittadini vibonesi, che attendono da troppo tempo una riorganizzazione in senso qualitativo e quantitativo della sanità provinciale. Purtroppo la cronaca quotidiana continua a riproporre episodi inquietanti di malasanità, che trovano terreno fertile nella carenza di strutture moderne ed efficienti. Il nuovo ospedale di Vibo Valentia sarebbe dovuto servire proprio ad eliminare questo gap. Invece, a quanto pare, il Governo e la Regione decidono di fare marcia indietro, eliminando il problema all’origine».

Un affondo, quello di De Nisi, anche politico, con particolare riferimento al ruolo svolto da Scopelliti e Spaziante nell’intera vicenda.

«A suscitare le maggiori perplessità sono anche i protagonisti di quanto sta accadendo - spiega il presidente della Provincia -. All’indomani della sua elezione, Scopelliti non mise in discussione la prevista realizzazione dei nuovi ospedali, anzi si disse preoccupato per la scarsità di fondi disponibili e sollecitò a questo proposito il Governo. Ancora più paradossale il comportamento di Spaziante, che quando rivestiva la carica di assessore regionale nella giunta Loiero appariva come uno dei più convinti sostenitori della necessità di dotare la Calabria dei nuovi nosocomi, mentre ora che è alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio parla di “inutili cattedrali nel deserto che è meglio non costruire”, con grande soddisfazione della Lega e di chi ritiene che la Calabria debba essere abbandonata al suo destino».
edg

venerdì 27 agosto 2010

Gratteri presenta il suo nuovo libro e parla di ‘ndrangheta a Filadelfia: «Non sarò mai solo finché ci sarà chi crede nel mio lavoro»

Il presente articolo non è un comunicato stampa, ma un resoconto personale scritto dal giornalista Enrico De Girolamo, che ha moderato l’incontro-dibattito con il magistrato Nicola Gratteri tenutosi ieri, giovedì 26 agosto 2010, a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia. L’eventuale pubblicazione, dunque, è consentita soltanto a firma dell’autore.



Nicola Gratteri (foto) arriva in orario, alle 21.30, preciso al minuto. La sala è già affollata e l’auditorium di Filadelfia sembra improvvisamente troppo piccolo per contenere l’interesse e la curiosità per questo magistrato che sta alimentando in tanti calabresi la speranza di un riscatto dalla ‘ndrangheta.
La scorta lo segue e lo precede con discrezione, come ormai fa da più di 20 anni. Nel 2005, nella piana di Gioia, venne scoperto un deposito di armi e di esplosivo che sarebbe dovuto servire per farlo saltare in aria e dare il suo nome a qualche piazza o via italiana. Amen e avanti il prossimo.

Così non è stato e Gratteri, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Reggio Calabria, è oggi uno dei magistrati più noti della Dda. Noto non soltanto agli ‘ndranghetisti, che ha catturato e fatto condannare a centinaia, ma conosciuto anche dal “grande pubblico”, quello che leggendo le cronache giudiziarie fa attenzione soprattutto ai cognomi in grassetto. Non sono rare le sue apparizioni in tv, soprattutto da quando, nel 2007, ha pubblicato insieme a uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta, Antonio Nicaso, Fratelli di sangue, la prima dettagliata geografia della galassia dei clan calabresi, raccontandone la struttura ed i codici. Un’opera monumentale, nel suo genere, che «all’inizio non voleva nessuno perché non era considerato un buon affare editoriale», afferma.
Ieri sera era a Filadelfia, nel Vibonese, per presentare il suo nuovo libro, La malapianta, scritto ancora una volta insieme a Nicaso, con cui conversa pagina dopo pagina in una lunga intervista che traccia in maniera più fruibile il passato e il presente della ‘ndrangheta. Ad attenderlo c’erano il presidente dell’associazione Filadelfia Nostra, Maurizio L’Abbate, e il sindaco Francesco De Nisi, che hanno promosso l’incontro-dibattito.
Arriva, e in molti si avvicinano per salutarlo. Lui, invece, non si perde in convenevoli. «Cominciamo, cominciamo…», dice, mentre si avvia svelto verso il tavolo dei relatori, al quale dopo poco siederà anche il consigliere regionale Bruno Censore.
Ma la sua non è fretta di fare presto, piuttosto impazienza di parlare, di dire la sua, desiderio di denunciare le storture, le contraddizioni di un sistema che, ad esempio, vuole limitare le intercettazioni - che il magistrato reggino considera «uno strumento di indagine insostituibile e garantista» - e invece non fa nulla per facilitare le notifiche degli atti processuali, un procedimento tortuoso e pieno di falle che da sempre è una palla al piede per la giustizia
italiana.
«Basterebbe una settimana e si potrebbe eliminare questo assurdo meccanismo sostituendolo con la posta elettronica certificata e con la consegna degli atti processuali in formato digitale - afferma Gratteri -. Invece no. Perché il potere politico non vuole un sistema giudiziario efficiente, non vuole agevolare i controllori. Non lo vuole nessuno, né a destra né a sinistra. E ai mafiosi va bene così».
La ‘ndrangheta, appunto. È qui per parlare di questo.

La prima domanda non può che essere per i fatti di Reggio, dove la scorsa notte una bomba è stata fatta esplodere dinanzi la casa del procuratore generale del Tribunale, Salvatore Di Landro. La sua risposta è cauta, a tratti sibillina: «Non dobbiamo giungere a conclusioni affrettate. La ‘ndrangheta può arrivare a commettere atti tanto eclatanti, ma non è detto che tutto ciò che accade sia causato dalla ‘ndrangheta».

La sala ora è letteralmente gremita. Un colpo d’occhio inusuale per un dibattito serale sulla mafia in un piccolo centro calabrese. A dire il vero è inusuale anche che ci sia proprio il dibattito. Un concreto motivo d’orgoglio, dunque, per gli organizzatori e per chi si è ritrovato qui questa sera. Una partecipazione percepibile che genera un latente sentimento di speranza. Ma Gratteri avverte: «La ‘ndrangheta scomparirà quando scomparirà l’uomo, ma intanto la si può combattere, contrastare efficacemente, a patto che ai magistrati vengano dati gli strumenti giusti». È il suo chiodo fisso: mezzi d’indagine adeguati, certezza della pena, carcere duro e senza sconti. «Senza queste cose - dice - è impossibile sconfiggere un’organizzazione che ha un “fatturato” annuo di 44 miliardi di euro, pari al 2,9 per cento del Pil italiano; un’organizzazione che controlla il traffico internazionale della cocaina e fa affari in tutto il mondo, che è presente nell’alta finanza ed è infiltrata a fondo nelle amministrazioni pubbliche, e non soltanto in Calabria; un’organizzazione che arruola i giovani col miraggio dei soldi facili e le lusinghe del “rispetto”, senza dire loro che pezzenti sono entrati e pezzenti ne usciranno, perché gli unici ad arricchirsi sono i capimafia, quelli che decidono se puoi aprire un negozio, ma anche da chi devi comprare le mattonelle del bagno. Soprusi a volte economicamente irrilevanti rispetto ai guadagni stratosferici che fanno con il traffico di cocaina, ma necessari per affermare il loro potere, per segnare i confini del territorio e mettere la gente sotto una cappa di terrore».
Diecimila, tanti sono gli ‘ndranghetisti soltanto nella provincia di Reggio Calabria, eppure sono ovunque. «Nelle amministrazioni pubbliche, certo, ma anche e soprattutto tra i ranghi della classe dirigente - denuncia Gratteri -. La ‘ndrangheta non è quella caricatura stracciona della mafia siciliana come si credeva erroneamente in passato, ma è fatta anche di professionisti, di gente che conta socialmente, di esperti di finanza ed economia».

Le domande sono tante e Gratteri non si sottrae, né guarda l’orologio. Vuole raccontare, spiegare, svelare quello che lui definisce l’inganno: «I successi contro la criminalità organizzata degli ultimi anni, le centinaia di arresti, i blitz più clamorosi, non sono successi di questo governo né di quelli precedenti. Mi chiedo come si faccia a rivendicare politicamente il risultato di indagini avviate molti anni prima».
Ma è il disegno di legge sulle intercettazioni che proprio non manda giù: «Se vuoi porre la questione in maniera onesta non puoi affermare che in Italia ci sono 7 milioni di intercettati. Io, per intercettare 50 persone, ognuna delle quali cambia scheda telefonica ogni due giorni, devo mettere sotto controllo diecimila utenze. Ma questo non vuol dire che avrò intercettato diecimila persone, ma solo 50».

E la privacy? L’uso distorto delle conversazioni private che non hanno rilevanza penale? «Un fenomeno deprecabile - dice -, che si può eliminare grazie alla tecnologia, ma senza buttare l’acqua sporca con il bambino».
Il libro offre tanti spunti, il pubblico lo incalza e sono molti i giovani presenti in sala che fanno domande, cercano di capire davvero. Qualcuno gli chiede se si senta solo nella sua battaglia, un recluso, costretto com’è a vivere sotto scorta da 20 anni.
«C’è tanta gente che crede nel mio lavoro, che sento vicina - risponde -. Non cerco la libertà fisica, ma quella interiore. Ogni giorno ricevo lusinghiere proposte professionali che mi permetterebbero di lasciare il mio incarico e guadagnare molti soldi. Ma mi sentirei un fallito se lo facessi, un vigliacco. Preferisco continuare, dicendo sempre quello che penso, anche cose che possono compromettere la mia carriera. Ma per me è questa la vera libertà».

L’incontro si avvia al termine. Ormai è notte fonda e il nuovo giorno è iniziato da un pezzo. La sala però offre lo stesso colpo d’occhio dei primi minuti, con tanta gente in piedi e gli organizzatori visibilmente soddisfatti per il successo di una serata che ha avuto lo stesso sapore di una boccata d’aria fresca.
Molti hanno il suo libro in mano e prima di lasciare l’auditorium se lo fanno autografare. Su alcuni il magistrato scrive “Grazie per l’affetto”. È il suo modo di ribadire che non si sentirà mai solo finché ci saranno calabresi disposti a credere nel suo lavoro.
Enrico De Girolamo

giovedì 26 agosto 2010

La solidarietà del presidente De Nisi al procuratore generale di Reggio Calabria

Il presidente Francesco De Nisi, anche a nome dell’intera Amministrazione provinciale di Vibo Valentia, esprime solidarietà e massima vicinanza al procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, per l’attentato subito questa notte.
«Quanto accaduto è un fatto di gravità inaudita, che alza il livello d’allarme al massimo grado - afferma De Nisi -. L’auspicio è che si faccia luce al più presto su mandanti ed esecutori di questa vile intimidazione che proietta un’ombra inquietante su tutta la Calabria».

edg

A Pizzo le finali di MArteLive: 150 artisti si esibiranno a diretto contatto con il pubblico per stabilire chi andrà alla ribalta nazionale

Sarà una gara senza esclusione di colpi, all’ultima battuta, all’ultimo videoclip, all’ultimo volteggio.
Più di 150 artisti diversi si esibiranno domani sera, venerdì 27 agosto, a Pizzo, sul Lungomare Cristoforo Colombo, per partecipare alle finali per il sud Italia del concorso MArteLive, kermesse nazionale aperta ai giovani artisti emergenti.
Musica, teatro, danza, cinema, videoclip, deejing, veejing, letteratura, arte circense, pittura, fotografia, fumetto, grafica, videoarte, moda&riciclo, artigianato, writing: queste le sezioni artistiche che saranno ospitate all’interno di un vero e proprio villaggio multimediale ad ingresso libero, con gazebo e tendostrutture illuminate dove si svolgeranno le singole performance live.
Il contatto diretto tra pubblico e artisti rappresenta l’aspetto caratterizzante della manifestazione, capace di offrire un’esperienza unica non soltanto a chi si esibisce, ma anche agli spettatori, che possono visitare i vari stand focalizzando la propria attenzione su ciò che maggiormente gli interessa.

La finale che si terrà domani a Pizzo, consentirà di selezionare i partecipanti che potranno accedere alla finalissima nazionale di MArteLive, in programma dal 9 all’11 settembre a Roma.
Tra gli enti promotori dell’evento, figura anche la Provincia di Vibo Valentia, con gli assessorati alla Cultura, guidato da Michelangelo Mirabello, e al Turismo e allo Spettacolo, guidato da Gianluca Callipo.

«Ospitare questo evento è una grande opportunità per Pizzo e per l’intero territorio provinciale - spiega l’assessore Callipo - non soltanto per l’alto numero di artisti in gara provenienti da tutte le regioni del Sud, con gli inevitabili risvolti positivi per il comparto turistico e per i settori economici collegati, ma anche e soprattutto per la rilevanza nazionale della manifestazione, che può contare su numerosi canali mediatici di diffusione».
Oltre che dalla Provincia di Vibo Valentia, la manifestazione viene promossa in collaborazione con il Comune di Pizzo, la Pro Loco, il Comitato provinciale del Centro italiano Protezione civile - Arci Pesca Fisa.
edg

Completati i lavori di ammodernamento della strada provinciale numero 18, che da Brattirò conduce a Ciaramiti

Sono stati i completati i lavori di manutenzione straordinaria sulla strada provinciale n. 18, che da Brattirò conduce a Ciaramiti.
A darne notizia è il presidente dell’Amministrazione provinciale di Vibo Valentia, Francesco De Nisi.

L’intervento - per un costo complessivo di circa 80mila euro - ha permesso di riammodernare circa 3 chilometri di tracciato stradale, eliminando annosi problemi legati alla viabilità della zona.

«Questi lavori incidono positivamente anche sulla riqualificazione del centro urbano della frazione Brattirò - ha spiegato De Nisi -. A questo proposito va riconosciuto il merito dell’Amministrazione comunale di Drapia, che ha sollecitato con efficacia e tempestività la realizzazione dell’opera. Si tratta di uno dei tanti interventi realizzati dalla Provincia, che spesso però sfuggono alla percezione dell’opinione pubblica. A questo proposito, nei prossimi giorni, daremo conto dei numerosissimi lavori pubblici completati, appaltati o in fase di esecuzione, affinché sia più evidente l’attività svolta dall’Amministrazione provinciale, dando ai cittadini la possibilità di riscontrare il concreto impegno dell’Ente nei settori di competenza, a cominciare dalla viabilità e dalle scuole superiori».
edg

Sabato a Vibo Marina la manifestazione di musica, moda e danza dedicata alla luna che chiude l’estate vibonese

L’estate ha i suoi riti e le sue atmosfere notturne, fatte di cieli stellati e di languidi raggi di luna.
A queste suggestioni fa riferimento l’ultimo grande appuntamento che animerà l’estate di Vibo Marina (foto), dove sabato 28 agosto andrà in scena l’ottava edizione di “Sognando alla luna - Notte d’arte”, manifestazione patrocinata dall’Amministrazione provinciale e dal Comune di Vibo Valentia.

Un mix di musica, danza e sfilate d’alta moda, incorniciato nelle splendide scenografie di Mario Carrambone e illuminato dai giochi di luce allestiti da Massimo Tommasini.
Lo spettacolo sarà condotto da Alessandro Greco, coadiuvato nella presentazione da Marcello Francioso, e avrà come ospite d’eccezione la cantante Annalisa Minetti.
Nel corso della serata si alterneranno sul palco momenti di alta moda, con le sfilate di note marche di abbigliamento, e di danza, grazie alle coreografie allestite dal Centro Arabesque, interpretate dagli allievi di questa storica scuola di danza vibonese.
Un’occasione, dunque, per apprezzare la tecnica e le capacità artistiche di questi giovani ballerini, che avranno così un importante riscontro di pubblico. Un aspetto formativo, quest’ultimo, evidenziato dall’assessore al Turismo e allo Spettacolo Gianluca Callipo, che sta mettendo a punto gli ultimi aspetti organizzativi, insieme ai responsabili dell’agenzia Divas management, che promuove lo spettacolo.

«Questo evento di danza, musica e moda, che si rinnova da otto anni, è diventato uno dei momenti conclusivi dell’estate vibonese - ha affermato Callipo -. È giusto, quindi, arricchirlo con ospiti di caratura nazionale, ma anche dare adeguato spazio e risalto alle capacità artistiche di tanti giovani vibonesi appassionati di danza, che hanno così la preziosa opportunità per confrontarsi con il pubblico e mostrare le proprie qualità artistiche. Nella stessa ottica di valorizzazione delle professionalità calabresi, va vista la partecipazione dello stilista Claudio Greco, sempre più quotato tra i creatori di moda italiani, che presenterà la sua nuova collezione. Questa manifestazione, inoltre, consente di focalizzare ancora una volta l’attenzione su Vibo Marina, che anno dopo anno si consolida come il luogo che ospita gli eventi estivi più importanti, grazie alla rilevanza che riveste per la sua centralità e la presenza del porto».
Soddisfazione è stata espressa dal consigliere Pino Grillone, che ha fortemente caldeggiato la realizzazione della manifestazione a Vibo Marina.
edg

venerdì 20 agosto 2010

Il Consiglio provinciale approva il rendiconto di gestione per l'anno 2009 e quattro regolamenti

Il Consiglio provinciale ha approvato questa sera il rendiconto di gestione per l’anno 2009, nel corso di una seduta ricca di argomenti all’ordine del giorno.
In apertura dei lavori dell’assemblea - presieduta da Giuseppe Barilaro, coadiuvato dal nuovo segretario provinciale, Francesco Marziali - la minoranza consiliare ha tentato invano di far venire meno il numero legale non rispondendo all’appello di rito.
Constatata poi la validità della seduta (erano presenti 11 consiglieri di maggioranza, quindi più di un terzo dell’intero Consiglio, come prevede il regolamento per la conformità dell’assemblea), i consiglieri d’opposizione Pititto, Macrì, Bertuccio, Rosi e Citton hanno preso posto tra i propri scranni.

Come accennato, l’argomento principale all’ordine del giorno riguardava il rendiconto di gestione 2009, sul quale ha relazionato l’assessore al Bilancio Vincenzo Morelli, che ha sottolineato la portata del documento, «che non deve rappresentare soltanto un’espressione contabile dell’attività amministrativa - ha detto - ma anche e soprattutto un momento di riflessione sull’attività svolta e sugli obiettivi raggiunti».

A questo proposito, Morelli ha esaltato l’azione della giunta guidata dal presidente Francesco De Nisi, evidenziando gli sforzi compiuti in un momento di particolare instabilità economica. «La crisi globale ha messo a dura prova anche la Provincia, che è riuscita con grande impegno ad evitare conseguenze di dissesto - ha affermato Morelli -. In particolare, grazie proprio all’impegno profuso per far quadrare i conti e abbattere le spese, siamo riusciti ad affrontare un momento congiunturale di grande difficoltà economica, che sta mettendo a dura prova tutti gli enti pubblici».

In particolare, l’assessore ha citato a titolo esemplificativo dell’azione dell’Amministrazione, l’avanzo di bilancio di circa 400mila euro registrato l’anno precedente, che ha consentito di coprire il disavanzo accumulatosi l’anno successivo.

«In altre parole si può dire che abbiamo risparmiato per i tempi duri - ha continuato, rivolgendosi al consigliere Citton che in passato aveva criticato la presenza del disavanzo nella contabilità dell’Ente, quale segno di scarsa capacità di spesa -, riuscendo così a conseguire il pareggio di bilancio. Pur riconoscendo alcune criticità con riferimento all’indebitamento, in gran parte ereditato dalle precedenti amministrazioni, si può affermare che sono stati raggiunti ottimi risultati, riscontrabili non soltanto nei numeri, ma anche e soprattutto nelle cose fatte».

Temi, quelli, affrontati da Morelli, che erano già stati sfiorati durante la discussione sui precedenti punti all’ordine del giorno, con particolare riferimento alla variazione del bilancio di previsione - resasi necessaria per assegnare ai vari settori i fondi risparmiati a seguito del congelamento della base retributiva dei dipendenti pubblici decisa dal Governo - e alle pronunce della Corte dei Conti che ha eccepito alcune irregolarità (contestate dalla Provincia), soprattutto in materia di debiti fuori bilancio e residui passivi, cioè crediti vantati dall’Ente e non ancora riscossi.

Alle relazioni di Morelli hanno replicato per l’opposizione i consiglieri Francesco Pititto e Barbara Citton. Il primo - riferendosi ai residui di bilancio - ha sostenuto che questa Amministrazione «continua a nascondere la polvere sotto al tappeto, iscrivendo in bilancio anno dopo anno residui attivi e passivi che andrebbero verificati con maggiore rigore». A questo proposito Pititto ha chiesto l’approvazione di un emendamento, poi respinto dall’Assemblea, che prevedesse un accertamento straordinario dei residui attivi e passivi da parte dell’Ufficio ragioneria. In particolare, l’esponente della minoranza consiliare ha puntato il dito contro la mancata riscossione di vari crediti vantati dall’Ente, alcuni dei quali decennali, sostenendo la non regolarità della loro iscrizione in bilancio. Sulla questione ha avuto modo di intervenire verso la fine della seduta anche il presidente De Nisi, che ha stigmatizzato la polemica imbastita da Pititto, ricordando che qualche mese fa la Provincia è riuscita ad incassare ben 6 milioni di euro di crediti vantati nei confronti del Ministero del Tesoro e risalenti al 1999.

«Se avessimo cancellato quei residui dai bilanci non li avremmo più potuti acquisire - ha spiegato De Nisi -. Condivido e apprezzo il confronto su questi temi, ma preferirei che non si facessero polemiche sterili finalizzate alla sola propaganda politica, a meno che non si preferisca rinunciare ad opportunità che abbiamo invece il dovere di salvaguardare. Certo, non è facile per l’Ente incassare tutto ciò che gli è dovuto, soprattutto in questo momento di grave crisi economica che pesa su ogni amministrazione dello Stato, ma non mi sembra un buon motivo per rinunciare senza avere più la possibilità di tornare indietro».

Critico anche l’intervento di Barbara Citton, che ha stigmatizzato la mancanza di partecipazione alla discussione dei consiglieri, alcuni dei quali si sono allontanati dall’aula durante il dibattito. «Sembra che tutto ci scivoli addosso senza più scuoterci - ha affermato Citton -. Sono arrabbiata e indignata per questa indifferenza ai problemi veri, soprattutto quando riscontro che tante energie vengono sprecate per il perseguimento di strategie politiche che niente hanno a che fare la buona amministrazione». Citton ha poi criticato «l’abbondanza di accordi di programma sottoscritti con amministrazioni comunali ed altri enti pubblici, senza che queste intese si tramutino poi in azioni concrete».
Alla fine il rendiconto di gestione 2009 è stato approvato con 12 voti a favore e 5 contrari (i consiglieri di minoranza presenti).

Tra gli altri punti all’ordine del giorno approvati, figurano anche quattro regolamenti: la definizione agevolata dei rapporti derivanti dall’occupazione di spazi e aree pubbliche, in pratica una sanatoria che consentirà a chi non è in regola con i permessi (come per i passi carrabili sulle strade provinciali) di condonare la propria posizione versando una penale del 5 per cento rispetto al canone dovuto; il regolamento in materia di procedimenti amministrativi; il regolamento per l’esercizio dei compiti e delle funzioni delle Pro Loco (previsto, tra l’altro, un massimo di due mandati per i presidenti di queste associazioni turistiche e la loro costituzione tramite scrittura privata e non più con atto pubblico); il regolamento per la gestione e l’uso degli impianti sportivi.
Prima della chiusura dei lavori dell’Assemblea è intervenuto il consigliere di maggioranza Sergio Rizzo, che ha invitato i colleghi di minoranza a non confondere le competenze dell’apparato burocratico con quelle della Giunta e del Consiglio ai quali spetta un’esclusiva attività di indirizzo. «In quest’ottica vanno visti anche i quattro regolamenti approvati oggi - ha affermato - , perché aiuteranno a mettere ordine in molti settori»

edg

giovedì 19 agosto 2010

Musica popolare, alla riscoperta della Lyra nel festival di Spilinga dedicato a questo antico strumento diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo

«Un evento unico nel suo genere, dalle straordinarie potenzialità, che può esprimere una forte attrattiva artistica e culturale».
Così l’assessore alla provinciale alla Cultura, Michelangelo Mirabello, ha definito il primo Festival internazionale della Lyra del Mediterraneo, che si terrà domenica 22 agosto a Spilinga.
La manifestazione è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa (foto) alla quale hanno partecipato anche il sindaco di Spilinga Franco Barbalace e l’ideatore del festival
Franco Pontoriero, presidente dell’associazione LiraBattente, che - insieme a Provincia e Comune - ha promosso l’appuntamento.
Al Festival prenderanno parte musicisti e gruppi musicali dell’area del Mediterraneo, dove ancora oggi si suona la Lyra, un antico strumento musicale introdotto intorno all’anno Mille dall’Impero Bizantino in tutti i principali paesi del bacino.
Nel corso dei secoli, la Lyra ha poi subito varie trasformazioni, adattandosi alle tradizioni dei luoghi nei quali si è diffusa. Questo processo ha determinato la nascita di numerose varianti dello strumento, che ha assunto anche nomi diversi: Lyra (Grecia), Rabel (Spagna), Kemence (Turchia), Gadulka (Bulgaria), Lijerica (Croazia), Lira calabrese (Italia meridionale, con particolare riferimento alla Locride e al Monte Poro - foto in basso).
Come ha spiegato Mirabello, lo scopo di questo festival - che rientra nel programma di iniziative estive promosse insieme all’assessorato provinciale al Turismo, guidato da Gianluca Callipo - è quello di valorizzare una tradizione artistica molto apprezzata dai cultori della musica popolare e, al contempo,
aumentare la capacità attrattiva del territorio vibonese.
Sulla tradizione e sulla necessità di esaltare la tipicità territoriale in tutte le sue espressioni, da quella enogastronomica a quella artistica, ha posto l'accento il sindaco Barbalace, che ha immediatamente accolto la proposta dell’associazione organizzatrice, coinvolgendo nel progetto anche la Provincia.
«Spilinga è un piccolo centro dell’entroterra, ma la nostra ambizione è farlo diventare un punto di riferimento della cultura calabrese e, più in generale, mediterranea - ha spiegato il primo cittadino -. In questa prospettiva si inserisce anche la scuola di italiano per stranieri che abbiamo attivato recentemente per ospitare studenti provenienti da ogni parte del mondo».

Il programma della manifestazione, che si concentrerà nella serata di domenica 22 agosto, è stato illustrato nel dettaglio da Pontoriero, che nella sua introduzione ha ripercorso brevemente la storia di quest’antico strumento musicale. Inoltre, il presidente dell’associazione LiraBattente ha sottolineato il grande interesse che l’iniziativa sta suscitando tra i cultori della musica popolare, a cominciare da numerosi artisti che hanno assicurato la loro partecipazione all’evento.
La rassegna aprirà i battenti alle 19.00, con un convegno introduttivo che vedrà tra i relatori il giornalista e antropologo Pino Cinquegrana (Le origini della Lyra) e il musicista e ricercatore componente dell’Arpa Danilo Gatto (La Lyra in Calabria). Sempre nell’ambito di questo primo momento di natura convegnistica verranno eseguiti alcuni brani esplicativi da parte del musicista greco Alexios Partinous e del duo calabrese composto da Federica e Simonetta Santoro. Dopo un gustoso intervallo dedicato all’enogastronomia locale, alle 21.30 prenderà il via il festival vero e proprio. Tra gli artisti a salire sul palco, ci saranno il gruppo greco Methorios, i Fedelira, il Maestro Ciccio Nocera e la cantante italocanadese Marisa Buffone. A chiudere il programma sarà il concerto del gruppo di musica popolare LiraBattente.
edg

giovedì 5 agosto 2010

Tirocini aziendali per dieci giovani provenienti dalla Turchia

Un mese di tirocinio post-universitario nelle imprese artigiane vibonesi per dieci giovani provenienti dalla Turchia.
Questo l’obiettivo del progetto promosso dall’associazione Giovani per l’Europa, in collaborazione con il Comune di
Nicotera e la Confederazione nazionale dell’artigianato, patrocinato dall’assessorato alle Politiche europee, guidato da Paolo Barbieri.
L’iniziativa è stata presentata oggi nella sala consiliare dell’Amministrazione provinciale, alla presenza dei tirocinanti (tutti di età compresa tra i 22 ed i 28 anni), dell’assessore Barbieri, del direttore dell’associazione promotrice, Antonio Corigliano, e del presidente della sezione vibonese della Cna, Giovanni Cugliari.

«Questo progetto è in piena sintonia con altre iniziative promosse dalla Provincia a favore della valorizzazione dell’artigianato di qualità e delle piccole
e medie imprese - ha spiegato Barbieri durante l’incontro -. Come assessore alle Politiche europee e alle Attività produttive, credo fortemente nella necessità sfruttare le opportunità che possono venire dall’area euromediterranea, che può rappresentare lo sbocco principale delle nostre produzioni».
Dal canto suo, il rappresentante delle imprese artigiane ha sottolineato la necessità per le imprese locali di aprirsi verso l’esterno, anche attraverso scambi culturali e formativi di questo tipo. «Soltanto così è possibile crescere e arricchirsi di nuove esperienze - ha detto Cugliari -. Un concetto che comincia a consolidarsi, come dimostra la disponibilità ad accogliere i tirocinanti stranieri, offerta da molte imprese locali, nonostante il periodo estivo».
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, i giovani saranno impegnati principalmente in percorsi formativi nell’ambito del settore tessile e della moda.
edg