giovedì 10 giugno 2010

Ritirata la norma taglia-province, De Nisi: «Brutta pagina politica dalla quale emerge però una rinnovata identità territoriale»

«Al di là delle negative considerazioni politiche, c’è qualcosa di molto positivo in tutta questa storia: i cittadini vibonesi si sono riscoperti uniti nella volontà di far valere le proprie ragioni e di difendere l’identità del proprio territorio. Forze sociali, associazioni di categoria, sindacati ed esponenti politici dei diversi schieramenti si sono mobilitati insieme per denunciare l’ingiustizia che stava per essere commessa».
Nel commentare il ritiro in Commissione affari costituzionali della Camera dell’emendamento alla Carta delle Autonomie - che avrebbe comportato il taglio di quattro Province, tra cui quella di Vibo Valentia - il presidente dell’Ente, Francesco De Nisi, sottolinea innanzitutto l’elemento più gratificante di una vicenda dai contorni ancora poco definiti.

«Resta il dato di fatto che l’emendamento è stato ritirato e di questo non possiamo che essere immensamente felici - aggiunge De Nisi -. Voglio credere che alla fine si siano resi conto dell’assurdità e dell’iniquità di un provvedimento che avrebbe colpito soltanto quattro Province italiane su centonove, determinando un gravissimo danno socio-economico per il Vibonese, con la perdita di tutta una serie di servizi pubblici che oggi esistono soltanto perché ci sono i confini provinciali».
Un rischio che De Nisi ha denunciato con forza nei giorni scorsi, soprattutto con riferimento alla necessità di mantenere sul territorio i presidi di legalità rappresentati da Prefettura, Questura e Comandi delle altre forze dell’ordine: «Era impensabile abbandonare questo territorio al suo destino, allentando il controllo dello Stato e smobilitando i presidi locali delle forze dell’ordine, indispensabili per fronteggiare una criminalità organizzata sempre più violenta e opprimente».
La tensione di questi ultimi giorni, dunque, si stempera nella considerazione di una ritrovata unità identitaria e il presidente della Provincia parla di «una prova difficile che i Vibonesi hanno dimostrato con orgoglio di saper affrontare insieme».

«Sono certo che questa esperienza lascerà un’impronta positiva - ha aggiunto - e mi auguro che questa unicità di intenti possa coagularsi anche intorno ad altre problematiche che riguardano il nostro territorio e che necessitano di un sostegno ampio e convinto».

Sebbene il rischio di soppressione della Provincia di Vibo Valentia sia per ora scongiurato, De Nisi non ha intenzione comunque di abbassare la guardia: «Continueremo a impegnarci con rinnovata energia sull’ipotesi di allargamento dei confini provinciali, guardando in particolare a quei Comuni che resteranno fuori dalla Città metropolitana di Reggio Calabria. In questi ultimi giorni, anche a causa di quanto accaduto, si sono moltiplicati i contatti con le Amministrazioni comunali interessate. Un lavoro prezioso che non andrà perduto».

Infine, il presidente rende noto che il Consiglio provinciale straordinario, aperto alla partecipazione dei cittadini e convocato per sabato prossimo nella piazza principale della città capoluogo, è stato annullato.
«Non ha più senso tenerlo come previsto - conclude -, perché il suo fine non era politico, ma esclusivamente di sensibilizzazione civica. Con quel Consiglio provinciale volevamo aumentare ulteriormente la partecipazione dei cittadini e contribuire ad una presa di coscienza collettiva sulle conseguenze che avrebbe avuto la soppressione della Provincia».

Un’ipotesi che, per ora, sembra essere stata risposta nel cassetto.
edg

mercoledì 9 giugno 2010

Istituite le commissioni provinciali che dovranno abilitare le attività di consulenza automobilistica, di trasporto merci e persone

Nel corso di una conferenza stampa (foto) tenutasi questa mattina, la Provincia ha annunciato l'istituzione delle Commissioni per il conseguimento dell’idoneità professionale per l’esercizio dell’attività di trasporto, nazionale e internazionale, di merci e viaggiatori, nonché per il rilascio dell’abilitazione alla gestione di agenzie di consulenza automobilistica.
All’incontro con i giornalisti erano presenti il presidente Francesco De Nisi, il comandante della Polizia provinciale Giuseppe La Fortuna, il funzionario responsabile Nicola Argirò, i rappresentanti delle associazioni di categoria, della sezione Trasporti di Confindustria Vibo e dell’Aci.

«Il compito svolto dalle tre commissioni - ha spiegato De Nisi - rappresenta l’ultima competenza, in ordine di tempo, attribuita alla Provincia nell’ambito del processo di decentramento amministrativo previsto dalla legislazione regionale. Un servizio che avvicinerà ancora di più lo Stato ai cittadini, visto che quanti aspirano ad avviare un’attività in questo specifico settore non saranno più costretti, per conseguire la relativa e obbligatoria idoneità, a recarsi a Catanzaro, per come avvenuto finora».
De Nisi ha espresso il suo plauso alle associazioni che si sono fatte carico di portare avanti questa problematica. «Faremo di tutto - ha concluso il presidente - affinché l’iter burocratico per giungere ad indire le prime sessioni d’esame sia il più rapido possibile, favorendo così l’avvio di nuove imprese».
Un impegno che è stato ribadito da La Fortuna e Argirò, i quali hanno assicurato che i primi esami potranno tenersi già entro il mese di settembre.
Da parte delle associazioni intervenute è stato dato esplicitamente atto al presidente De Nisi e alla struttura guidata dal dirigente La Fortuna di aver perseguito con impegno, serietà e tenacia l’approvazione dei regolamenti propedeutici all’istituzione delle Commissioni.
Gli esami, è stato spiegato, si svolgeranno di norma due o tre volte l’anno (una volta, invece, per l’abilitazione all’esercizio dell’attività di consulente automobilistico), a seconda del numero di richieste pervenute. L’apertura dei termini per la presentazione delle domande di ammissione verrà stabilita tramite bando pubblico affisso all’albo provinciale per 30 giorni. Nell’ambito dello stesso bando verranno rese note le prove da sostenere che verteranno su materie indicate dalla competente struttura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre le domande verranno prodotte dalla Commissione con metodo informatico.
Le prove saranno due, una con domande a risposta multipla e l’altra con esercitazione su un caso pratico.
f.p.

De Nisi sull’emendamento taglia-province: «Se il problema sono i costi della politica, siamo pronti a rinunciare al nostro stipendio»

«Il taglio delle piccole Province serve a ridurre i costi della politica? Allora gli amministratori ed i consiglieri di Vibo Valentia sono pronti a rinunciare per intero al proprio stipendio. Mi sembra molto di più del 5 per cento in meno proposto dal ministro Calderoli (foto) per i parlamentari».
È più di una provocazione, ma un vero e proprio impegno quello assunto oggi dal presidente della Provincia Francesco De Nisi, che ha già duramente stigmatizzato il provvedimento licenziato ieri dalla Commissione affari costituzionali della Camera che prevede l’abolizione delle Province con meno di 200mila abitanti.
«Il Governo e la sua maggioranza continuano a dirci che il taglio delle Province, ormai ridotto a 3 o 4 su un totale di 109, serve a risparmiare. Ma come ho già avuto modo di sottolineare, il risparmio atteso sarà irrilevante per le casse dello Stato, visto che i dipendenti pubblici in forza agli enti che verranno soppressi non possono essere licenziati ma, al massimo, trasferiti. Gli unici costi che si potrebbero evitare con l’abolizione, dunque, sono quelli della politica. Ebbene, se il problema siamo noi - presidente, assessori e consiglieri provinciali - siamo pronti a rinunciare agli stipendi ed a ogni forma di indennità, a patto che il territorio vibonese non perda lo status di provincia e con esso tutta una serie di servizi e presidi fondamentali, dalla Prefettura all’Azienda sanitaria, dai comandi locali delle forze dell’ordine alle articolazioni provinciali di Inail, Inps, Ufficio scolastico e quant’altro ».
Una proposta, quella di De Nisi, che verrà ribadita sabato durante una seduta straordinaria del Consiglio provinciale che si terrà in una piazza della città capoluogo, aperto alla partecipazione dei cittadini, degli amministratori e dei consiglieri comunali di tutto il territorio vibonese, dei sindacati, dei rappresentanti delle associazioni di categoria e dei numerosi enti provinciali che verrebbero soppressi qualora il ddl sulla Carta delle Autonomie venisse approvato dal Parlamento così come licenziato dalla Commissione.
edg

martedì 8 giugno 2010

Il decreto taglia-province approvato dalla commissione parlamentare, De Nisi promette battaglia: «Provvedimento ingiusto, mobilitiamoci tutti»

«Nonostante gli inviti a riflettere seriamente sulla decisione di abolire le Province più piccole, il Governo e la sua maggioranza vanno avanti, incuranti delle conseguenze che questo provvedimento comporterà per territori già martoriati dalla criminalità organizzata e dal sottosviluppo economico».
Il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, stigmatizza duramente l’esito del voto in Commissione affari costituzionali della Camera, dove oggi è stato approvato un emendamento al ddl sulla Carta delle Autonomie, che prevede l’abolizione delle Province con meno di 200mila abitanti, limite minimo di residenti che scende a quota 150mila per quelle che hanno un territorio per oltre il 50 per cento montano.

«A conti fatti, a rischiare la cancellazione in Italia sono in tutto 3 o 4 Province, Vibo Valentia compresa, su un totale di 109 - ha aggiunto De Nisi -. Mi sembra un risultato imbarazzante per il centrodestra, che continua a spacciare questo provvedimento come l’inizio di una virtuosa ed epica soppressione degli enti considerati inutili. Ma i cittadini non sono stupidi e l’ingiustizia di questa scelta è sotto gli occhi di tutti. Non si può condannare un territorio e centinaia di migliaia di persone che lo abitano alla marginalità sociale e istituzionale, come invece si vorrebbe fare con il taglio chirurgico di una manciata di Province, giusto per dare in pasto all’opinione pubblica una vittoria di Pirro conseguita però sulla pelle della gente».

Per De Nisi, a sollevare le maggiori perplessità è «la mancanza di sensibilità del Governo verso le conseguenze che verrebbero innescate dall’eliminazione dei confini provinciali in territori già alle prese con problemi endemici e gravissimi».

«Come si fa ad abolire presidi fondamentali come la Prefettura, la Questura e i Comandi provinciali delle altre forze dell’ordine, in un territorio che ogni giorno deve fare i conti con una ‘ndrangheta sempre più violenta e asfissiante? - chiede retoricamente il presidente -. Se davvero avesse voluto perseguire il proprio programma politico, il centrodestra avrebbe dovuto eliminare tutte le Province o, quantomeno, prevedere criteri ben più equi e oggettivi per definire quali vadano abolite, tenendo conto, ad esempio, dei parametri infrastrutturali ed economici. Invece, si è preferito allestire l’ennesimo spot pubblicitario privo di reali effetti per i conti dello Stato, visto che i dipendenti pubblici non si possono certo licenziare, ma al massimo trasferire».

De Nisi, infine, ha annunciato la convocazione per sabato 12 giugno di un Consiglio provinciale straordinario, aperto alla partecipazione dei cittadini, degli amministratori e dei consiglieri comunali di tutto il territorio vibonese, dei sindacati, dei rappresentanti delle associazioni di categoria e dei numerosi enti provinciali che verrebbero soppressi qualora il ddl sulla Carta delle Autonomie venisse approvato dal Parlamento così come licenziato dalla Commissione.

«Invito tutti a partecipare - ha concluso De Nisi -, per far sentire la nostra voce e per far comprendere al Governo che non abbiamo nessuna intenzione di mollare senza combattere per quella che ha rappresentato e rappresenta una conquista per il nostro territorio».
edg

lunedì 7 giugno 2010

Una delegazione a Roma per sensibilizzare la Commissione affari costituzionali sulle conseguenze della soppressione della Provincia

Una delegazione della Provincia di Vibo Valentia sarà domani a Roma per sensibilizzare la Commissione Affari costituzionali della Camera (nella foto, Piazza Montecitorio) sulle conseguenze socio-economiche innescate dall’eventuale abolizione degli attuali confini provinciali.
Ad annunciarlo è il presidente Francesco De Nisi, che questo pomeriggio ha inviato una lettera al presidente della Commissione parlamentare, Donato Bruno, e al presidente dell’Unione province italiane, Giuseppe Castiglione, nella quale sottolinea gli effetti dirompenti che avrebbe il provvedimento, soprattutto in un momento di profonda crisi economica come quello attuale.

Ecco il testo della missiva:
«Il legittimo confronto sul ruolo delle Province in Italia si è tramutato in breve tempo, come spesso accade nel nostro Paese, in un rigido conflitto tra due opinioni da talk show televisivo, ormai cristallizzatesi in una sorta di contrapposizione ideologica vecchia maniera.
La portata di una riforma che veniva annunciata come epocale, si è ridotta all’ipotesi di soppressione di appena 9 o 10 Province, facendo gravare su questi territori, probabilmente considerati sacrificabili, gli effetti devastanti di una scelta che ha un sapore esclusivamente propagandistico.
Messe al riparo le Province considerate non sopprimibili, perché legate agli equilibri di Governo, l’ipotesi di abolizione riguarda ormai soltanto i territori che non hanno la forza politica ed economica per difendersi.
Per conseguire questo scopo si continua a disinformare i cittadini, sottacendo gli effetti reali che questo provvedimento avrebbe nelle aree sottosviluppate del Mezzogiorno.
L’opinione pubblica, infatti, è stata convinta a colpi di slogan che il taglio delle Province minori comporterebbe innanzitutto un risparmio per le casse dello Stato, ma nulla si dice sull’esiguità delle somme risparmiate (visto che i dipendenti pubblici verrebbero trasferiti altrove e non certo licenziati), né si accenna all’effetto domino che verrebbe innescato dalla soppressione delle Amministrazioni provinciali.
Tanti, infatti, sono gli enti e le articolazioni dello Stato che verrebbero meno con la cancellazione dei confini provinciali e del relativo status di città capoluogo.
Via, dunque, Prefettura, Questura, Comandi territoriali dei carabinieri, della Guardia di finanza, del Corpo forestale, dei Vigili del fuoco, Ragioneria dello Stato, Agenzia delle entrate, Agenzia delle dogane, Agenzia del territorio, Direzione provinciale del lavoro, Camera di commercio, sezione locale di Confindustria, sedi provinciali dell’Inps e dell’Inail, Azienda sanitaria provinciale, Aci, Croce rossa, Ufficio scolastico, Ufficio provinciale delle Poste italiane, Motorizzazione civile.
Alla perdita di questi servizi di primaria importanza, si aggiungerebbe un crollo verticale della già claudicante economica locale, basti pensare, per fare qualche esempio, alla svalutazione immediata del mercato immobiliare e alla inevitabile contrazione del commercio.
Insomma, in un contesto territoriale già molto difficile, oppresso da una criminalità sempre più arrogante e violenta, la cancellazione dei confini provinciali rappresenterebbe nei fatti un pericoloso arretramento dello Stato.
Qualche giorno fa, durante un’intervista da me concessa ad una trasmissione radiofonica nazionale, il conduttore mi ha chiesto con malcelato sarcasmo: «Ma davvero lei crede che la ‘ndrangheta abbia paura della Provincia?».
Nel rispondere ho faticato a far comprendere che non è l’Ente Provincia in sé a esprimere un effetto deterrente, ma l’articolazione territoriale dello Stato nel suo complesso a rappresentare un baluardo di legalità e di democrazia.
L’abolizione delle Province, dunque, comporterebbe anche il rischio concreto che l’azione di contrasto alla criminalità organizzata si affievolisca, proprio a causa della distanza geografica dei presidi delle forze dell’ordine rispetto ad una specifica realtà territoriale.

Si invita, quindi, a considerare con estrema attenzione le conseguenze socio-economiche derivanti dall’eventuale soppressione della Provincia di Vibo Valentia, soprattutto in un momento di profonda crisi come quello attuale.

Intanto, Giunta e il Consiglio provinciale di Vibo Valentia promuoveranno nei prossimi giorni una mobilitazione generale che coinvolga massicciamente i Sindaci ed i Cittadini che risiedono in questo territorio, affinché si prenda piena coscienza di questa problematica e si possa agire insieme per opporsi ad un provvedimento che ipoteca il futuro stesso del Vibonese».
edg

domenica 6 giugno 2010

I workshop di ArteViva: qualificare i prodotti tipici agroalimentari con l’adozione di protocolli di produzione certificati

ArteViva, la mostra-mercato promossa dalla Provincia di Vibo Valentia e organizzata dal Consorzio regionale per i servizi all’artigianato (Coser), ha ospitato ieri pomeriggio, sabato 5 giugno, l’ultimo dei workshop in programma, dedicato questa volta alle tipicità alimentari, intese come una risorsa nutrizionale e di sviluppo.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori provinciali
Nazzareno Fiorillo (Agricoltura) e Paolo Barbieri (Attività produttive), Stefano Zirilli, amministratore delegato Coser Calabria, Maria Teresa Russo, docente di Chimica degli alimenti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Gaetano Mercatante, responsabile regionale dell’Ufficio controlli Icea, e Domenico Petrolo, presidente della sezione vibonese della Cia.
La discussione si è focalizzata sul tema della “tipicità” dei prodotti agroalimentari, capace di creare “connessioni virtuose” fra le produzioni di qualità.
Dal dibattito è emersa l’opportunità di creare una “carta d’identità” dei prodotti tipici, che fornirebbe da un lato protezione dalle contraffazioni, dando riconoscibilità immediata alle produzioni vibonesi, e dall’altro aiuterebbe a conformare gli standard produttivi, garantendo alti livelli qualitativi.

«La qualità va costruita attraverso un percorso strutturato, non basta avere le risorse primarie, ma bisogna fornire all’imprenditore le informazioni giuste su come si coltivano e come si trasformano i prodotti affinché abbiano caratteristiche specifiche», ha dichiarato la professoressa Maria Teresa Russo.

«Bisogna, inoltre, definire la provenienza delle materie prime, altrimenti determinati prodotti non possono essere definiti tipici, ecco perché occorre adottare modalità di produzione conformi a protocolli specifici», ha concordato, dal canto suo, Zirilli.
L’assessore provinciale Fiorillo, invece, ha sottolineato l’esigenza di «esaltare le singole realtà territoriali, aiutando così il processo di sviluppo e promuovendo le filiere di qualità».
«Inoltre - ha aggiunto Fiorillo - bisogna valorizzare le eccellenze, e in quest’ottica la Provincia varerà a giorni il Consorzio vibonese degli oli di eccellenza».
Soddisfazione per gli esiti degli incontri tecnici e per l’interesse suscitato da ArteViva è stata espressa dall’assessore Barbieri: «Anche questo convegno, insieme a quello sul credito bancario, ha avuto effetti molto positivi per il territorio; in particolare è stata evidenziata la tipicità dei nostri prodotti artigianali e agroalimentari, che può rappresentare un elemento di forza sui mercati nazionali e internazionali».
Da qui l’invito di Barbieri a non disperdere questa preziosa esperienza: «Istituzioni, associazioni e produttori devono agire insieme, fare sistema per esaltare la qualità e l’unicità dei prodotti vibonesi. Soltanto così il comparto artigiano e agroalimentare può aumentare la propria competitività e affrontare le sfide del mercato».
edg

venerdì 4 giugno 2010

I workshop di ArteViva: confronto con l’assessore regionale Caridi sulle difficoltà di accesso al credito bancario

Nell’ambito di ArteViva, la mostra-mercato dedicata all’artigianato artistico e alle tipicità enogastronomiche (in svolgimento sino a domenica 6 giugno in piazza San Leoluca e nel complesso del Valentianum), promossa dalla Provincia di Vibo Valentia e organizzata dal Coser Calabria, si è tenuto ieri il primo dei due workshop programmati, dedicato al ruolo delle banche locali, con particolare attenzione alle piccole imprese e alle esperienze di microcredito.
Alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive Antonio Caridi, si sono confrontati
sul tema l’assessore provinciale alle Attività produttive Paolo Barbieri, il presidente della Bcc di San Calogero Antonino Barone, il presidente di Vibo Sviluppo Paolo Restuccia, il vicedirettore della Bcc di Maierato Roberto Esposito, il direttore regionale di Artigiancassa Carlo Vavalà, il direttore di Fidart Calabria Giuseppe Ruga, il commissario della Camera di commercio di Vibo Valentia Michele Lico, i presidenti provinciali di Confartigianato, Cna e Casartigiani, rispettivamente Francescantonio Liberto, Giovanni Cugliari e Mario Malfarà Sacchini.
Nel corso della discussione è stato sottolineato che il comparto delle imprese artigiane ha avuto una buona tenuta durante la crisi, grazie al fatto di essere caratterizzato da una notevole presenza di microaziende molto radicate sul territorio e basate su una struttura a conduzione familiare, che consente un forte risparmio di costi. Nonostante questa nota positiva, resta la grande difficoltà di accesso al credito bancario, che mina le prospettive di sviluppo del settore.
«Una svolta in questo senso possono essere le banche rurali ed i Confidi che lavorano e operano da sempre sul territorio - ha affermato Barbieri -. Ma il vero problema restano i tassi bancari, che, soprattutto al Sud, sono altissimi».
In molti hanno indicato lo strumento del microcredito come particolarmente efficace per superare le difficoltà del rapporto tra imprese e banche, sottolineando anche l’esigenza di fare rete tra le aziende per acquisire maggiore competitività sul mercato e divenire, così, maggiormente affidabili per gli istituti di credito.
Dal canto suo, l’assessore regionale Caridi ha puntato sulla necessità «di rilanciare e ristrutturare l’imprenditoria calabrese».
«Le piccole e medie imprese sono l’ossatura della nostra economia - ha spiegato - e devono fare sistema, puntare sulla qualità e sull’internazionalizzazione dei mercati, ma le banche devono agevolare il conseguimento di questi obiettivi. Il sistema pubblico si impegnerà a varare nuove politiche di credito per favorire la concessione di prestiti bancari. Questo è uno degli obiettivi operativi che considero strategico». Caridi ha poi accennato al modus operandi per conseguire i risultati attesi: «La scorsa settimana si è inaugurato un tavolo di concertazione istituzionale a cui saranno invitati gli istituti di credito. La Regione Calabria sarà accanto alle imprese, nella consapevolezza che occorre risolvere il grave problema rappresentato dalle difficoltà di accesso al credito».
Al termine della discussione, i promotori e gli organizzatori di ArteViva hanno ricordato l’appuntamento relativo al secondo workshop in programma domani, sabato sabato 5 giugno, sempre alle 17.30, quando i riflettori saranno puntati sulle tipicità alimentari, intese come risorsa nutrizionale e di sviluppo; sul tema si confronteranno Nazzareno Fiorillo (assessore provinciale all’Agricoltura), Maria Teresa Russo (docente universitaria di Chimica degli alimenti), Gaetano Mercatante (Icea Calabria), Pasquale Barbalace (Odimir), Aurelio Raniti (Associazione cuochi), Onofrio Casuscelli (Coldiretti), Domenico Petrolo (Cia) e Ercole Massara (Confagricoltura); le conclusioni saranno affidate all’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Trematerra.
edg

giovedì 3 giugno 2010

Tutelare la felce dei dinosauri per favorire nuove forme di turismo: tra Polia e Filadelfia alla scoperta della Woodwardia radicans

Nel ricco patrimonio naturalistico vibonese è annoverato un vero e proprio gioiello botanico, un’antichissima specie di felce che apparve sulla Terra tra i 300 e 200 milioni di anni fa, la Woodwardia radicans.
Questo vero e proprio fossile vivente è presente in numerose aree del territorio provinciale ed oltre a rappresentare una rarità botanica che attira l’interesse di studiosi e ricercatori, può esprimere anche una forte attrattiva per forme sostenibili di turismo naturalistico.
Sulla base di questa premessa, il presidente della Provincia Francesco De Nisi ha effettuato recentemente un sopralluogo nel territorio compreso tra Filadelfia e Polia, lungo il torrente Milo. Ad accompagnarlo c’erano il responsabile locale del Fondo per l’ambiente italiano (Fai), Carmine Lupia, l’esperto di ecologia forestale e direttore dell’Istituto agrario di Botricello, Raffaele Lupia, ed un gruppo di esperti escursionisti composto da Francesco Montauro, Carmelo Campisano, Giovanni Caruso e Giovanni Lacaria.
La presenza della Woodwardia è stata riscontrata in numerosi siti, spesso raggruppata in colonie formate da centinaia di esemplari, presenti prevalentemente alla base dei profondi e suggestivi canyon che costellano quest’area. Inserita nella lista delle specie vegetali a grave rischio d’estinzione, la felce dei dinosauri cresce rigogliosa nel Vibonese, dove è presente anche in altre zone della provincia. Nel corso dell’escursione, sono stati fotografati anche numerosi anfratti, ricchi di stalattiti e formazioni calcaree, oltre che di numerose altre piante di particolare interesse botanico.
Al fine di valorizzare questa risorsa, alcuni cittadini di Polia e Filadelfia appassionati di natura, hanno recentemente fondato un’associazione con lo scopo di promuovere un progetto di valorizzazione del territorio attraversato dal torrente Milo. L’obiettivo è giungere all’istituzione di un Sic (Sito di interesse comunitario), che possa favorire la tutela della Woodwardia e del suo delicato ecosistema. «Un’iniziativa interessante - ha commentato De Nisi - perché mira alla salvaguardia di una risorsa naturalistica di grande interesse scientifico, ma nel contempo può favorire lo sviluppo di nuove forme di turismo sostenibile».
Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Polia, Carmelo Bova, il quale ha auspicato che questo progetto possa realizzarsi al più presto.
edg

Alcune foto scattate durante l'escursione

martedì 1 giugno 2010

La Provincia chiede alla Protezione civile di continuare il ritiro dei liquami industriali in attesa che il depuratore di Maierato torni in attività

Il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Francesco De Nisi, ha chiesto alla Protezione civile di continuare il ritiro degli scarichi provenienti dall’area industriale di Maierato, che al momento non possono essere conferiti al depuratore di zona perché sottoposto a un provvedimento di sequestro.
Proprio al fine di assicurare lo smaltimento dei liquami e consentire così alle aziende che operano qui di continuare la propria attività, la Protezione civile è intervenuta per alcuni giorni con un’autobotte per espurghi.
Il servizio, davvero provvidenziale, è stato però interrotto, spingendo alcune aziende a segnalare il problema, sottolineando il rischio per le attività industriali di un disastroso stop forzato. Da qui, l’appello rivolto alla Provincia, affinché solleciti la Protezione civile a riattivare il servizio.
edg

De Nisi e Mirabello incontrano i segretari di Cgil, Cisl e Uil: «Confronto proficuo, agiamo insieme per la riorganizzazione del personale»

Riorganizzazione del personale, ottimizzazione della forza lavoro, individuazione di specifiche competenze che possano migliorare l’erogazione dei servizi provinciali e ipotesi di ingresso nella provincia vibonese di alcuni Comuni della Piana di Gioia Tauro e della Locride.
Sono queste le tematiche affrontate ieri pomeriggio nel corso di una riunione tra il presidente della Provincia Francesco De Nisi, l’assessore alle Risorse umane Michelangelo Mirabello, il direttore generale dell’Ente Ulderico Petrolo ed i segretari provinciali dei sindacati confederali Donatella Bruni (Cgil), Sergio Pititto (Cisl) e Luciano Prestia (Uil). Sebbene l’incontro sia avvenuto all’indomani di caustiche dichiarazioni rilasciate alla stampa dai tre sindacalisti, si è registrato un clima privo di tensioni e di aperta collaborazione.
«Si è trattato di un confronto proficuo e schietto, che fa ben sperare sul futuro delle relazioni tra Provincia e sindacati - ha commentato De Nisi -. Una considerazione che, però, non scalfisce le perplessità con cui ho accolto le dichiarazioni rilasciate alla stampa un paio di giorni prima da Bruni, Pititto e Prestia, con i quali avevo già programmato da circa una settimana la riunione poi tenutasi ieri. Sarebbe stato meglio, dunque, che - prima di perseverare in critiche sterili e inutilmente bellicose - mi avessero incontrato così come previsto».

Molti, come accennato, gli argomenti affrontati. In apertura, Prestia ha rimarcato che l’intenzione dei sindacati «non è ostacolare la Provincia, ma partecipare attivamente alle politiche di sviluppo del territorio». «Non abbiamo mai imposto ultimatum - ha detto il rappresentante della Uil - ma chiediamo di essere coinvolti in tutte le problematiche che abbiano risvolti occupazionali».
Dal canto suo, il presidente De Nisi ha ribadito di non aver mai negato il ruolo dei sindacati, a patto che l’approccio ai problemi sul tappeto sia concreto e non propagandistico.
«Siamo consapevoli della necessità di una profonda riorganizzazione del personale dell’Ente - ha continuato De Nisi - e in questa direzione stiamo lavorando da tempo. Ribadisco quanto ho già affermato recentemente in Consiglio provinciale: in questi uffici non c’è più posto per chi non vuole lavorare. Allo stesso modo, riconosco che ci sono moltissime persone che lavorano molto di più di quanto dovrebbero, impegnandosi senza sosta affinché i servizi erogati dalla Provincia mantengano standard accettabili. Questa sperequazione deve finire ed i sindacati possono fare molto per aiutarci a far emergere meriti e demeriti dei singoli».
In quest’ottica, l’Ente sta attuando una ricognizione del personale per verificare le specifiche competenze dei dipendenti, al fine di una riorganizzazione complessiva delle risorse umane che esprima maggiore efficacia amministrativa.

«Un riassetto, però, che deve avvenire con il coinvolgimento diretto delle specifiche categorie sindacali», ha precisato Pititto.
Tra le problematiche affrontate nel corso della riunione, ci sono state anche quelle relative al precariato e alle ipotesi di stabilizzazione (imprescindibili dal sostegno della Regione), nonché alla ricerca delle risorse necessarie attingendo a fondi nazionali e comunitari. Infine, tutti gli intervenuti hanno valutato positivamente l’ipotesi di allargamento della provincia ad altri comuni calabresi. In merito, De Nisi ha reso noto che sono in corso da tempo contatti con le Amministrazioni comunali interessate.
edg